COME E' NATA L'IDEA DEL KIT

Come è nata questa idea sinceramente non ve lo so dire! So solo, che una mattina, ed esattamente nel gennaio del 2019, mi sono svegliata con la folle idea in testa di realizzare il prototipo della prima automobile da corsa che ha guidato il giovane Enzo Ferrari alla Parma Poggio di Berceto come corridore nel 1919.

Dico folle idea, perchè non essendo mai stata una disegnatrice tecnica, nè tantomeno un ingegnere meccanico, come avrei potuto realizzare un modellino di un'auto d'epoca che tra l'altro non esistono più riferimenti tranne la solita foto in bianco e nero e sfocata che si trova su internet? Eppure sentivo che dovevo farlo. Non ve lo so spiegare, ma vi dico che ero spinta da una forza dentro, come una specie di sfida, che dovevo affrontare, perlomeno dovevo e volevo provarci!

Così mi sono messa a disegnare qualche schizzo, a provare, senza impegnarmi molto all'inizio solo per la curiosità di vedere cosa riuscivo a fare. Infatti ho disegnato su tovaglioli e pezzi di carta comune.

Poi ho provato a tagliare e attaccare qualche pezzo con lo scotch per capire se quello che stavo facendo aveva un senso e i primi risultati sono stati questi.

Orrendi vero?

Ma la cosa mi divertiva, mi affascinava e più vedevo che qualcosa non mi convinceva, più ero spinta a migliorare e a provare e a riprovare. Avevo sempre la foto in bianco e nero davanti a me, praticamente illeggibile dalla quale non si capiva niente, si poteva solo intuire. Eppure avevo voglia di continuare e di non fermarmi. La sera cercavo su internet altre immagini della CMN, se potevo trovare l'automobile esposta in qualche museo, ma niente da fare, solo cose simili ma distanti dall'originale.

Ho anche visto che qualcuno, tempo fa, ha realizzato questo modellino in resina, ma io volevo farlo diverso, volevo farlo con i materiali che si usavano agli inizi del '900 utilizzando la carta, il cartone, il legno, la colla e il metallo. Materiali che è bello toccare con mano, per riscoprirne le sensazioni al tatto che purtroppo abbiamo perso da quando è stata inserita la plastica. Materiali che avrebbero aiutato a non danneggiare ulteriormente la situazione critica del pianeta.

E poi volevo che le persone stessero insieme e si divertissero per costruirlo. Come si faceva una volta, nella propria casa o in casa di un amico, in un cortile, una scuola, per commentare, ridere, sbagliare, parlare ma sempre insieme con un rapporto umano, un contatto tra persone fisiche e non tra avatar.

Ecco perchè ho continuato!!! Ho lavorato mesi, buttato via disegni sbagliati che correggevo continuamente. Ho tagliato, a mano, uno per uno, tutti i pezzi compresi quelli piccoli e l'interno delle ruote, incollato e assemblato per ben TRE volte il chè significa avere impiegato tante ore e materiale. Ma non mi importava, volevo continuare; non farlo significava buttare alle ortiche tutto quello che per mesi avevo fatto.

Poi un giorno, tutto combaciava ed ero soddisfatta, ma questo non era sufficiente, perchè a quel punto avevo pensato: "Bene, adesso il mio Prototipo è ok, ma per poterlo condividere con altre persone e fare in modo che anche loro possano divertirsi a realizzarlo, sarà fattibile in produzione? Non potevo saperlo, anzi a dire la verità, ero convinta che sarebbe stato molto difficile se non addirittura impossibile replicarlo.

 Così mi sono rivolta a varie fabbriche locali specializzate nella produzione di cartone, pannelli ecc. Vorrei puntualizzare, che non sono andata di proposito in Fabbriche che già producono giocattoli o modellini, perchè la maggior parte di questi sono tutti realizzati in plastica o resina e mi avrebbero detto di no già in partenza. Il mio era un progetto nuovo, qualcosa che non era ancora stato fatto e pensato. Allora, rimanendo nella mia zona, mi sono presentata con il mio modellino in mano chiedendo se sarebbe stato fattibile produrlo. Tenete presente che in un'Azienda, quando gli si chiede di produrre pochi pezzi, giustamente rifiuta la commessa perchè per loro conviene di più, produrre dai 5.000 ai 10.000 pezzi piuttosto che 10 o anche 20. In più ci sono i costi degli impianti nuovi e delle matrici. Io non potevo partire subito con così tanti pezzi, perchè mi sarebbe costata una pazzia. Ma non pensate che anche produrre solo 20 pezzi mi venisse a costare poco, anzi... In ogni caso il problema primario era quello di sapere se il modello che avevo pensato e costruito con le mie mani fosse producibile. Al resto avrei pensato dopo. Un passo alla volta.  Ho lasciato la mia "creatura" in mano ad un Responsabile di una di queste Aziende (che sottolineo, non hanno mai realizzato queste cose) che ha accettato di provare cosa poteva saltarci fuori. Mi ha detto di ripresentarmi dopo due mesi. Il fatto che lui avesse accettato di provarci, per me era già tantissimo e di questo non finirò mai di ringraziarlo.

Puntuale, due mesi dopo, il Responsabile mi manda un messaggio su Whatsapp scrivendo di presentarmi nel suo ufficio per parlarmi dei problemi di produzione del mio modello. Ho risposto ok e sono praticamente volata all'appuntamento, sapendo in cuor mio, di non avere nessuna illusione e di cominciare ad archiviare il mio progetto e tenerlo nella mia sala mostra.        Quando sono entrata nel suo ufficio mi sono vista presentare, con mio grande stupore, un modellino identico al mio tutto in bianco e devo dire bellissimo! L'ho preso in mano e ricordo di essermi soffermata sulla consistenza e sulla superficie morbida dei vari cartoncini e anche sulle parti più piccole che esistevano, erano state fatte a macchina. "Ecco Sandra! Questo è il modello che tu hai inventato realizzato in produzione!" Non ci potevo credere! Anzi, ricordo di averglielo chiesto per avere certezza di aver sentito bene:"Ma è stato fatto in produzione? Con le fustellatrici?" Non c'era bisogno di risposte...la conferma era lì ed io ero al settimo cielo.

E da quel giorno, mi sono ributtata a capofitto a migliorare l'aspetto del packaging, delle texture dell'automobile,degli oggetti all'interno curando tutti i particolari nel minimo dettaglio. Volevo che la scatola che conteneva il Kit di montaggio, non fosse un semplice box che si rompe appena lo apri. Volevo fosse fin da subito un Cofanetto, di bell'aspetto ma soprattutto resistente. E i fogli fustellati, la scatolina all'interno con i vari materiali che avesse un aspetto di una cassettina metallica, i libretti di istruzione con pagine ad effetto anticato. Niente è stato trascurato. Ho disegnato, realizzato le grafiche a computer, inviato i File definitivi imparando ad impostare le tavole tecniche secondo le esigenze produttive. Sono passati altri mesi di messa a punto del Modellino e oggi posso dire che questo Kit può essere definito un vero e proprio prodotto da Collezione perchè unico nel suo genere.

Amiche, Amici, Collezionisti, Appassionati di tutte le età, ecco a Voi:

                                           "SM PROTOTYPE"

                                          Buon Divertimento!